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Il comune di Albera Ligure appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Alessandria

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (X-XI Sec.)

Nome Descrizione
Indirizzo Vicolo della Chiesa, 6
Esterno

L’antica pieve sorgeva esattamente nel luogo dell’attuale chiesa probabilmente già nel X o XI secolo, come testimoniano le numerose sepolture rinvenute nella prima metà del '900 durante lavori di rifacimento del muro di contenimento della piazza e l’impianto romanico del campanile (quadrato e a larga base come non ve ne sono in valle). A partire dal ‘500 prevosti appartenenti alla nobile famiglia guelfa dei Fieschi iniziano la ricostruzione e l’ampliamento della vecchia pieve ormai in precarie condizioni. L’abside ad aula canonica poligonale rimane attualmente la parte più antica, come attesta la lapide datata 1520 apposta internamente nel suo corpo laterale sinistro che costituiva la vecchia sacrestia. La chiesa viene poi allungata tra il 1630 e il 1650 quando è completata l’attuale facciata mentre il campanile nella forma attuale è terminato nel 1690. La facciata è a doppia falda tripartita da lesene con una apertura a profilo mistilineo posta sopra l’immagine moderna di S. Giovanni Battista, ricavata però sulla traccia di una più antica già presente nel '600. Fino a mezzo secolo fa, come si vede in una vecchia foto, facciata e campanile presentavano una decorazione pittorica estremamente ricca, dominata sui lati da due grandi figure monocrome di Sante sormontate da angeli sul frontone al centro del quale, sopra la finestra lobata, vi era un fregio decorato con elementi fitomorfi. Tutta la dipintura era articolata differentemente da quella attuale con fini elementi decorativi a completamento delle parti figurate. Anche il campanile, dipinto con la classica cromia gialla e rosa genovese, riprendeva le stesse linee, con una cella campanaria ornata da stucchi e un capolino ottagonale a forma di lucernario sulla cui cima svettava il crocifisso affiancato da un angelo in metallo. Addossato al fianco sinistro della chiesa vi è un bel porticato con arcate in pietra a vista, forse con funzioni di riparo per i fedeli, che la voce popolare chiama “ossario” probabilmente perché costruito sopra il cimitero che circondava l’antica pieve. Dalla piazza antistante la chiesa lo sguardo converge al centro della facciata in basso ove si ammira un bellissimo portone d'ingresso in noce bionda finemente intagliato, secondo il gusto francese della fine del '700. Sul retro, visibile girando tutt’intorno alla chiesa attraverso i vicoli del centro storico, un semichiostro con arcate rinascimentali su due piani con archi ribassati (quello a nord di tre arcate e quello a est di due), aggettante sul cortile d’ingresso alla canonica che si trova accanto alla chiesa ed ha l’aspetto di un palazzotto. All'interno della Canonica una bella scala seicentesca in ciappe di arenaria porta al “cubiculum”, la stanza da letto dei prevosti feudatari, conservato intatto con un grande arco monolobato e modanato che ne segna l'accesso, sorretto da semicolonne affiancate da semipilastri. L'arco è chiuso alla sua sommità da un elegante clipeo ovale, incorniciato da volute a stucco, che forse conteneva lo stemma pontificio. Murata sopra l'antico ingresso della canonica, un’epigrafe latina, purtroppo andata distrutta nel corso di ristrutturazioni, scolpita su pietra arenaria e corrosa nella prima e nelle ultime due righe, dichiarava l’appartenenza del feudo di Albera alla S. Romana Chiesa e al vescovo di Tortona, a seguito del passaggio al clero secolare dei beni monastici dell’Abbazia di Vendersi per volontà di Papa Innocenzo III (1198-1216). Al di sopra dell’epigrafe un’altra lapide, questa tuttora conservata ma non esposta, mostrava incise due chiavi incrociate (simbolo del dominio di S. Pietro o della Chiesa Romana) incoronate da un triangolo simbolo della Santissima Trinità o, secondo altri, rappresentante una mitria stilizzata terminata da una croce (simbolo del dominio dei vescovi di Tortona).

Gli Ovali di Giovanni David

Quattro oli su tela di formato ovale della seconda metà del XVIII Secolo, restaurati in prima battuta nel 1966 e poi, più compiutamente, nel 2006 dal laboratorio di restauro “Buonasorte Ugo” (Genova), sotto l’egida della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per il Piemonte e con il contributo finanziario del “LYONS CLUB” di Borghetto B.ra, Val Borbera e Spinti.

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